Start Up Coaching

 


La voglia di essere indipendenti, di sfondare, di arricchirsi o di far diventare reali i propri sogni; ci sono svariati motivi per il quale una, o più persone, si mette in proprio. Le statistiche parlano del 50% delle imprese che chiude nel primo anno e del 90% nei primi 3 anni, cosa differenzia allora le società che hanno successo da quelle che hanno insuccesso?

Paramahnsa Yogananda, filosofo indiano, ritiene che: “Il successo e l’insuccesso sono la diretta conseguenza del vostro abituale modo di pensare. Quale di questi pensieri predomina in voi: il successo o l’insuccesso?”

E George Bernard Shaw, scrittore irlandese, aggiunge che: “Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano, e se non le trovano le creano”.

Sebbene le persone che vogliono intraprendere un percorso professionale da indipendenti siano molto entusiasti, spesso partono impreparati, o dal lato tecnico o da quello mentale. Se per tecnico intendiamo le dinamiche manageriali, gestione, contabili, marketing, ecc.; per mentali s’intende le dinamiche incentrate su quanto siamo focalizzati sul risultato finale, quanto ci crediamo, quanto ci influenzano i fattori esterni, ecc.

Spesso concentriamo la maggior parte delle nostre attenzioni su cosa può andare male piuttosto di quello che possiamo raggiungere e di come ci farebbe star bene. Il coach in questo caso aiuta le persone e le start up a lavorare proprio su quest’aspetto mentale che permette di:

  • Essere pronti al cambiamento;
  • Avere un giusto bilanciamento tra lavoro e vita privata;
  • Avere un atteggiamento positivo e volto alle soluzioni;
  • Avere il focus sull’obbiettivo;
  • Abbattere convinzioni limitanti;
  • Ecc.

Questi elementi, sommati a quelli tecnici, permettono di rientrare nel 10% delle società che hanno successo.