Sport Coaching


In un articolo al The Guardiano Rooney, giocatore di calcio del Manchester United, dichiara: “Mi sdraio a letto la notte prima della partita e mi visualizzo segnare e giocare bene. Provi a metterti in quel preciso momento e a prepararti, ad avere una “memoria” prima della partita”. Mentre Ennis-Hill, atleta britannica e vincitrice di diverse medaglie d'oro, prima di Londra 2012 dichiara: "Uso la visualizzazione per pensare alla tecnica perfetta. Se riesco a ottenere l'immagine perfetta nella mia testa, sono fiduciosa che avrà effetti anche sulla mia performance."

Per entrambi, l’utilizzo della mente (in questo caso della visualizzazione), li aiuta a creare un’esperienza mentale positiva che li porta a migliorare le loro capacità e probabilità di raggiungere i propri obiettivi.

Nello sport quando si parla di allenamento si pensa subito a due fattori: la preparazione fisica e l’apprendimento del gesto tecnico. Se ci fermassimo a questi due elementi, a livello professionistico troveremmo una serie di atleti che dovrebbero raggiungere gli stessi traguardi. Invece, abbiamo degli ottimi sportivi che raggiungono traguardi notevoli e poi troviamo campioni, persone che conquistano una serie di titoli. Secondo Terry Orlick, scrittore, professore e preparatore mentale canadese, la performance è la somma di tre fattori.

Performance = Preparazione Fisica + Abilità Tecnica + Preparazione Psicologica

Sono anni che a livello agonistico la cura dell’aspetto mentale è importante quanto la preparazione fisica e l’apprendimento del gesto tecnico, ed è qui che entra in gioco il mental coach (o sport coaching). Il coach in questo caso ti aiuta a gestire lo stato emotivo, a determinare gli obbiettivi più corretti e rimanerci focalizzato nonostante le difficoltà, entrare nella condizione mentale più funzionale il più velocemente possibile, ecc.

Sally Gunnell, vincitrice della medaglia d’oro nei 400 m ad ostacoli alle Olimpiadi del 1992, dice “Allenati fino al livello di forma fisica più elevato che tu possa raggiungere. Poi abbi sicurezza in te stesso. Vai ai blocchi di partenza sapendo di essere pronto mentalmente e fisicamente come non lo sei mai stato.”

E Mary Pierce, a seguito di una vittoria su Martina Hingis afferma che: “È stata una questione mentale. Continuavo a rimanere concentrata e combattevo per ogni punto. Non mi sono mai arresa e ho giocato punto dopo punto; ho provato a rimanere positiva. C’è voluto un po’, ma alla fine ho cominciato a giocare meglio.”

Da queste dichiarazioni si evince come per entrambe la differenza tra giocare bene e male é principalmente sull'atteggiamento mentale.

Il ruolo del coach, infine, è quello di aiutarti ad avere più consapevolezza dei propri mezzi e a credere di potercela fare, in quanto molto spesso siamo noi i primi a dubitare delle nostre possibilità. "Presto o tardi coloro che vincono sono coloro che credono di poterlo fare." Richard Bach