L’effetto delle credenze contrastanti e come evitarle

Pubblicato il: 25.07.2017

Vi è mai successo di volere qualcosa ma di fare qualcos’altro senza rendervene conto? E magari a volte ti avvicini anche al risultato, ma poi accade qualcosa di imprevisto che vi allontana di nuovo? Come la vivete quando succede?

 

Quello che succede è chiamato dissonanza cognitiva. Lo psicologo Leon Festinger ha introdotto questo termine già negli anni ’50 e lo definisce come quella tensione o disagio che proviamo quando credenze, nozioni, opinioni, comportamenti contrastano su un determinato argomento.

Ad esempio una persona può ritenere fortemente ingiusto tradire, ma è tentato dal farlo (cognizione VS cognizione). Oppure nonostante sia contrario al barare, lo fa saltuariamente (cognizione VS comportamento). Altri esempi, quando non andate in palestra anche se è un impegno settimanale, quando mangiate cioccolato, gelato o altro anche se state seguendo una dieta, quando desiderate qualcosa e non potete ottenerla. Quando fumate anche se ve lo è stato proibito dal vostro medico, oppure quando comprate qualcosa che non è in linea con le vostre aspettative.

Affinché si generi quella dissonanza che va a squilibrare notevolmente l'equilibrio psicologico dell'individuo e a generare quel disagio, non è sufficiente che vi sia discordanza solo tra due idee, bensì è necessario che tali opinioni si traducano in azioni vere e proprie. Ed è proprio nella fase subito dopo la decisione che si percepisce questo grande contrasto e ci si sente responsabile delle proprie azioni e delle loro conseguenze.

Di solito le persone si rendono conto di quando i propri comportamenti entrano in conflitto con le proprie idee o opinioni, a quel punto sperimentando uno stato di allarme. Che si manifesta in più forme, malessere fisico, frustrazione o stati negativi, una serie di discorsi che ci facciamo per giustificare il nostro comportamento o per analizzare perché abbiamo sbagliato. Le persone mirano alla coerenza con sé stessi.

Quando non andiamo in palestra, o mangiate cioccolato, va contro il desiderio di metterci in forma o avere uno stile di vita sano. Nel momento in cui c’è questa dissonanza abbiamo una credenza, un desiderio, un obiettivo che è in contrasto con quello che abbiamo appena fatto.

 

Ormai non siete andati in palestra, quindi cosa succede?

 

Opzione 1: Autogiustificazione

“Per una volta, non cambia niente” , “Andrò la settimana prossima”

L’ansia e la tensione legate alla possibilità di aver preso una decisione sbagliata o di aver fatto qualcosa nel modo scorretto possono portarci ad inventare nuovi motivi o giustificazioni per appoggiare la nostra decisione o azione.

 

Opzione 2: Auto motivazione

Una volta che si riconosce di aver violato un proprio principio, si può creare nella persona la motivazione per risolverla e rimettere in ordine i suoi valori e l’opinione di sé. Secondo la teoria di Festinger, il grado di dissonanza varia a seconda dell'importanza delle proprie credenze o principi e dipende dal grado di incoerenza tra queste cognizioni ed il comportamento. Maggiore è la dissonanza, maggiore è la tensione e maggiore può essere la motivazione a superarla.

 

Come risolvere la dissonanza?

1. Cambiare il proprio comportamento

Se c’è un comportamento che ci crea dei problemi, il primo passo è cambiare il nostro comportamento. Se siamo confrontati con delle tensioni dovute al fatto di mangiare cibi grassi anche se stiamo seguendo una dieta, l’azione con un impatto più rapido è smettere di mangiare questi tipi di alimenti per concentrarci su ciò che vogliamo raggiungere.

 

2. Cambiare la vostra credenza

Il secondo passo è capire quali sono le nostre credenze e in caso cambiarle. Se ho appena accettato un lavoro dove guadagno poco perché penso che è necessario fare questa esperienza per il mio sviluppo, ma allo stesso tempo ho fretta di guadagnare tanti soldi, queste due credenze saranno in contrasto e mi creeranno un conflitto qualsiasi scelta prenderò.

Valutare gli effetti positivi e negativi delle credenze, in cosa mi hanno limitato o aiutato finora, etc mi è utile per capire cosa è meglio per me.

 

3. Concentrarsi sulla vostra identità

Questo punto è uno di quelli che ha un effetto a catena su tutti quelli citati precedentemente. Se decido di voler essere una persona fedele, uno dei miei valori sarà senza dubbio la fedeltà e i miei comportamenti andranno di conseguenza.

 

 

Come evitare la dissonanza?

La nostra mente non distingue tra l’immaginato e qualcosa che è accaduto realmente, infatti quando ci troviamo davanti ad un film possiamo provare delle forti emozioni, sebbene sappiamo che ciò che vediamo e ciò che sentiamo non sono reali. Usare questo potere a nostro vantaggio ci permette di capire come potremo sentirci in una determinata situazione.

Dunque, prima di tutto iniziate con domandarvi chi siete voi, quali sono i vostri valori e le vostre credenze, in che modo vi hanno supportato o limitato in questo periodo. Una volta che avete approfondito questi punti, immaginatevi subito dopo il comportamento che vi crea questa dissonanza e percepite come vi fa sentire, quello che vi dite, quello che vedete. Molto probabilmente saranno sensazioni negative visto che c’è una differenza di credenze/opinioni, a quel punto avete il potere di evitare quel senso di tensione.

 

Per concludere, la dissonanza si può prevenire conoscendoci e capendo chi siamo e quali sono i nostri valori. Cos’è importante per noi. Se succede di avere questo contrasto, non è per forza un male, benché si è consapevoli che non lo si sta utilizzando per un autoinganno o un’autogiustificazione, ma a quel punto è utile usarlo come motivazione per evitare di nuovo di cadere in questa situazione e raggiungere il benessere desiderato.