Come vivere la vita serenamente

Pubblicato il: 26.04.2017

Io ho trovato la mia risposta prendendo spunto da un antico racconto orientale, intitolato Samarra (o Samarcanda).

 

Un giorno come tanti altri, un mercante di Baghdad mandò il suo servo al mercato per fare provviste.

Questa volta, però, dopo poco il servo tornò a casa. Pallido e tremante, disse: “Padrone, al mercato sono stato urtato da una donna nella folla. Quando mi sono voltato, mi sono accorto che si trattava della Morte. Mi continuava a fissare, facendo gesti minacciosi. Ti supplico di prestarmi il tuo migliore cavallo: devo sfuggire al mio destino. Voglio abbandonare questa città galoppando come un fulmine alla volta di Samarcanda”.

Il mercante acconsentì e gli prestò il suo destriero più veloce; il servo montò in sella e, spronando il purosangue, partì al galoppo.

Rimasto solo, il mercante decise di recarsi al mercato e, una volta riconosciuta la Morte, le chiese: “Perché hai terrorizzato il mio servo stamane facendogli dei gesti minacciosi?”. E la Morte rispose: “Il tuo servo ha frainteso: il mio non era un gesto di minaccia, bensì di sorpresa. Ero stupito di vederlo a Baghdad, poiché ho un appuntamento con lui questa notte a Samarcanda.”

 

La morte mentre siamo in vita è una serie di cose da cui scappiamo, di cui abbiamo paura, che evitiamo di fare e periodicamente, in modo strano, tornano a galla. Quante volte cerchiamo assiduamente di evitare determinate situazioni e più ci impegniamo e più ci ricadiamo. I nostri sforzi possono spesso avvicinarci maggiormente a ciò da cui scappiamo.

Capiamo cosa rappresenta la Signora per noi, cosa vogliamo realmente e come possiamo modificare la situazione senza scappare.

Domandati: 

  • Da cosa sto sfuggendo in questo momento?
  • Chi è la Signora, per me, ora?
  • Quale scelta mi fa paura?
  • Alla luce di ciò che ti rispondi, cosa posso fare per accettare/cambiare/migliorare la situazione? Posso trasformare la Signora in un’opportunità?
  • Cosa voglio realmente?