1 su 1000 ce la fa. Solo??

Pubblicato il: 14.11.2015 Alessandro Galli

Molti di noi conoscono e magari hanno già canticchiato la canzone di Gianni Morandi: “1 su 1000 ce la fa”. Che cosa succederebbe se diventasse: “1000 su 1000 ce la fanno”.

Siamo abituati a credere che solo alcuni “eletti” possano raggiungere i propri obiettivi, anche se la storia parla di molte persone che hanno iniziato dal nulla o addirittura dalla povertà per poi diventare persone di successo. Allora, cosa ci fa pensare di non poter ottenere gli stessi traguardi? Parliamo ad esempio di Jan Koum, AD e Co-fondatore di WhatsApp (applicazione per mandare messaggi gratuiti che ormai quasi tutti conosciamo). Pochi sanno che Jan con la sua famiglia ha vissuto di buoni pasto in America per diverso tempo; ora, a seguito della vendita della sua società a Facebook, è multimiliardario. Parliamo di Ingvar Kamprad, fondatore di IKEA, che è cresciuto in una fattoria e che ha iniziato a lavorare a 7 anni vendendo fiammiferi ai vicini. Ora ha una società con 340 punti vendita in 42 paesi e fattura 36 miliardi annui.

Si potrebbero citare molte altre storie, Howard Schultz, proprietario di Starbucks, Oprah Winfrey, prima corrispondente televisiva afro-americana, ecc.

Storie affascinanti, ma quello che interessa a noi è sapere come hanno conseguito questi risultati.

Richard Bandler e John Grinder, attraverso degli studi negli anni ’70 in cui hanno esaminato un certo numero di persone che eccelleva nel loro ambito, hanno dato una risposta a questa domanda estraendo modelli comportamentali e di pensiero. In realtà hanno fatto di più, attraverso la PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) hanno dato a ognuno di noi modelli e schemi per raggiungere l’eccellenza. Attraverso domande specifiche e questi modelli, il coaching con la PNL aiuta a scavare dentro te stesso per scoprire come raggiungere il tuo obiettivo e/o definirlo. A questo punto potresti dire: “sembra troppo facile!”

Hai ragione, è troppo facile, infatti sotto ti elenco i motivi per NON fare coaching.

  1. Vivere meglio è una droga. Più sentirai i benefici del coaching e degli strumenti della PNL e più avrai voglia di applicarti nella vita e avere più conoscenza dell’argomento. Fai attenzione, crea dipendenza.
  2. Non ti farà diventare come Brad Pitt o come una degli Angeli di Victoria Secret. Rimarremo sempre noi, o meglio, diventeremo la migliore versione di noi stessi. La PNL pone l’accento sulle nostre doti e ce ne fa ottenere di nuove, esaltando la nostra unicità.
  3. Richiede introspezione e applicazione. Sarebbe molto bello che se ci fosse qualcuno che facesse tutto il lavoro al posto nostro. Purtroppo, come in tutto ciò che ci riguarda, siamo i primi a doverci applicare per raggiungere un obiettivo, in questo caso sia durante la sessione di coaching sia al di fuori.
  4. La PNL non è una legge universale. Trattandosi di modelli, la PNL è flessibile e va adattata a ognuno di noi al fine di trovare la formula più idonea per l’individuo con lo scopo di raggiungere ciò che si desidera.
  5. Si cambierà! Già, è proprio così. E questo ci sorprende? Ogni volta che una persona affronta una situazione o un avvenimento, cambia. Ed è così anche con il coaching e la PNL. D’altronde, come disse una volta Winston Churchill “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”. E visto che vogliamo esprimere una versione migliore di noi, si cambierà per certo.

 

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